La presidenza del Consiglio Sindacale Interregionale Friuli Venezia Giulia-Slovenia esprime grande insoddisfazione per come è stata finora affrontata la situazione confinaria conseguente alla chiusura del ramo autostradale in Slovenia.
Non si può che evidenziare la grave impreparazione e la superficialità delle autorità competenti di fronte a un problema previsto da mesi. Basti pensare che solo ora sono stati programmati lavori ovvi di asfaltatura o l’esigenza di avere almeno due corsie di entrata in Italia a Fernetti. Per non parlare dei caselli autostradali.
Tutto ciò sta provocando, oltre alle ripercussioni economiche sul traffico camionistico e turistico, grandissimo disagio per il traffico transfrontaliero e,
soprattutto, per i lavoratori frontalieri, costretti a tempi di attesa imprecisati per andare e tornare dal lavoro o a lunghi percorsi alternativi.
Ma va sottolineato che le file sono procurate anche dal ripristino dei controlli ai confini, conseguenti alla sospensione di Schengen. Una scelta che ha dimostrato
tutta la sua inutilità, un grande spreco di denaro e delle forze di sicurezza pubbliche, e che ha fatto tornare indietro le lancette della storia rispetto a quando tutti avevano celebrato la libera circolazione delle merci e soprattutto delle persone come un grandissimo evento storico.
Da sempre, il CSI Fvg/Slo ha sostenuto e sostiene la fine di questi controlli confinari strumentali e il pieno ripristino della libera circolazione.
per la Presidenza del CSI
Roberto Treu
Damjan Volf

