Primo Maggio 2017: l’appello dei sindacati italiani e sloveni

Il 26 aprile 2017 si è svolto al valico di Fernetti il tradizionale incontro che riunisce i sindacati italiani e sloveni in prossimità del Primo Maggio. Questo l’appello lanciato dalle organizzazioni sindacali:

Il perdurare della guerra in Medio Oriente, le tensioni internazionali legate alla Corea del Nord, l’ambiguità della politica del nuovo governo degli Stati Uniti, gli attentati terroristici rendono grave e preoccupante la situazione internazionale.
L’inadeguatezza di politiche atte a gestire l’epocale processo di migrazione nel mondo e, in particolare, le ricadute in Europa mettono in evidenza la insufficienza dell’iniziativa dell’Unione Europea con ricadute, di conseguenza, sul sentimento di insicurezza in un’ampia fascia di cittadini, peraltro alimentata e strumentalizzata da forze politiche e da governi populisti, se non addirittura reazionari.
Le organizzazioni sindacali del Csi e la stessa Confederazione Europea dei Sindacati rivendicano una politica di gestione dei flussi migratori che rispetti il dramma delle persone che fuggono da guerre e da situazioni di povertà estrema, avvii politiche di inclusione accanto ad una ripresa della cooperazione internazionale che favorisca la pace, lo sviluppo economico e sociale dei paesi di provenienza degli immigrati.
Le Organizzazioni Sindacali contestano con forza la costruzione di nuove barriere e muri che tornano a dividere l’Europa e ostacolano uno dei pilastri su cui si fonda l’Unione Europea: la libera circolazione delle persone e dei lavoratori.
A questo proposito, Il CSI Fvg/Slo richiede un immediato e definitivo ritiro delle disposizioni europee che limitano e ostacolano la mobilità tra i paesi di questa area che colpiscono lavoratori frontalieri e la mobilità delle persone tra Croazia, Slovenia e Italia, e che riaprono fratture tra popolazioni unite da relazioni economiche e sociali, etnie, storia comune.
È in questo contesto generale che emerge con maggiore evidenza l’insufficienza delle politiche economiche dell’Unione Europea, tese a privilegiare politiche di austerità anziché promuovere politiche di sviluppo, di investimenti, di politiche sociali.
Le Organizzazioni Sindacali aderenti al CSI Fvg/Slo, in linea con quanto ribadito dalla CES, rivendicano, anche in occasione del 1 maggio, un radicale cambiamento del governo dell’Unione Europea che privilegi la creazione di nuovi posti di lavoro, che ristabilisca il valore e la dignità del lavoro, sconfiggendo il modello basato sulla precarietà e sui bassi salari.
Senza una diversa politica economica e sociale è a rischio la stessa tenuta dell’Unione Europea che, invece, rappresenta un valore fondamentale di pace e di possibilità di crescita e di benessere per milioni di cittadini.